” “Riguardo alla situazione italiana mons. Montenegro ha notato che “le disuguaglianze nel nostro paese restano quelle che erano; se non per alcuni indicatori, la stratificazione sociale è rimasta quella che era; soprattutto le famiglie povere rimangono stabili quantitativamente. Il nostro paese, chiusa la stagione della sperimentazione del Reddito Minimo di inserimento, non ha politiche di contrasto alla povertà; come nell’Europa dell’Unione la sola Grecia”. Da vescovo del Sud ha constatato che, soprattutto i giovani che non riescono ad entrare nel mercato del avoro, continuano ad “essere schiavi del proprio destino sociale” perché, “sotto una certa soglia di opportunità, si fa fatica ad essere davvero umani”. Un discorso, questo, “moltiplicato per dieci guardando il Sud del mondo”. Mons. Montenegro ha anche denunciato “grandi ambiguità” sui temi che riguardano l’ambiente, con crescita del dibattito pubblico ma “prassi che vanno spesso in direzioni opposte”. Di pace ha parlato anche il teologo Jurgen Moltmann, dell’Università di Tubingen (Germania) invitando “tutti i cristiani del mondo” ad “un amore ai nemici” “intelligente” e ad impegnarsi per la pace attraverso il diritto”: “Se la politica interna mondiale è la risposta giusta al terrorismo internazionale organizzato, si escludono azioni individuali di un singolo stato contro regimi terroristici di altre nazioni ha detto -. È comprensibile, anche se non approvabile, che gli Usa, come prima potenza militare, puntino più sulla propria superiorità che sulla comunità Onu. Chi deplora questo, partecipi anche alla costruzione di una forte politica interna mondiale per giustificare la sua responsabilità verso il mondo. Abbiamo bisogno per l’Onu del monopolio della forza legittimata dal diritto dei popoli”. Obiettivo del convegno ha spiegato don Vittorio Nozza, direttore della Caritas italiana è dunque “verificare come le Caritas nella vita delle Chiese locali e in quella delle Chiese sorelle nel mondo, riescono a coniugare presenze e azioni in grado di promuovere ed educare a scelte di giustizia, a cammini di pace e a gesti di cura del creato”. E da qui “individuare buone prassi”.
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