CONVENZIONE UE: FUCI, “STUPITI E AMAREGGIATI PER IL ‘COMPROMESSO AL RIBASSO’ DEGLI ULTIMI LAVORI SUL PREAMBOLO”

” “”Siamo stupiti e amareggiati per il ‘compromesso al ribasso’ che ha caratterizzato gli ultimi lavori della Convenzione sul preambolo”. È quanto dichiara la presidenza nazionale della Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci), che, “consapevole della centralità delle questioni istituzionali poste in gioco dai progetti di riforma”, ha diffuso una nota questa mattina, mentre a Bruxelles si sta svolgendo la plenaria della Convenzione europea. La riunione dovrebbe procedere all’approvazione per consenso della bozza globale del futuro Trattato costituzionale, che Valery Giscard d’Estaing dovrà consegnare il 20 giugno al vertice Ue di Salonicco. La presidenza della Fuci “ritiene che, nella pluralità degli apporti religiosi e culturali che hanno influito sulla storia europea, tra i quali non vanno trascurati quelli scaturiti dal contatto con l’Islam, sia doveroso citare in primo luogo le radici bibliche giudaico-cristiane. L’elaborazione stessa del concetto di persona, giustamente citato nel preambolo e il riconoscimento del principio di laicità, fortemente sviluppato dal pensiero illuministico ma già legato alla distinzione tra Cesare e Dio e alla de-sacralizzazione del potere secolare, trovano un fondamento determinante nella tradizione giudaico-cristiana”. La Fuci poi si esprime sui risultati raggiunti nelle ultime settimane: voto a maggioranza, super-presidente, ‘ministro degli esteri’ Ue. Questi traguardi, auspica la Federazione, “siano ulteriormente rafforzati nella direzione di uno snellimento delle procedure decisionali, allo scopo di evitare veti incrociati e conflitti di competenza. Crediamo che la proposta di Prodi colga questo rischio e lo affronti in maniera razionale, evitando sovrapposizioni tra Consiglio e Commissione Ue, e affidando a quest’ultima poteri più incisivi di coordinamento. Con la sfida dell’allargamento o si osa trasferire ulteriori poteri alle istituzioni comunitarie, compiendo decisivi passi anche nel potenziamento delle prerogative e del peso decisionale del Parlamento Ue, o si rischiano clamorosi passi indietro, con costi politici e sociali non prevedibili”.