” “”L’impegno missionario dei ragazzi è cominciato ben due secoli fa quando, dalle lontane terre della Cina i missionari scrivevano preoccupati per la sorte dei bambini. Le famiglie erano poverissime e i piccoli venivano eliminati nelle maniere più assurde, senza nemmeno essere battezzati. Il vescovo di Nancy, mons. Charles de Forbin Janson si rivolse ai ragazzi della sua diocesi, chiedendo loro un’Ave Maria al giorno e un soldo al mese per il battesimo e l’educazione cristiana dei bambini cinesi. Nacque così, nel 1843, la Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria”: con queste parole, Marida Catania, della segreteria dell’organismo vaticano (tel. 06-69879850) che fa capo alle Pom, spiega i lontani eventi che portarono alla fondazione della “Pontificia Opera della Santa Infanzia” che ha cambiato nome, ma non lo scopo per cui è sorta: “Oggi come allora spiega si tratta di educare i più piccoli alla condivisione, all’altruismo, all’apertura verso i popoli più poveri”. Per festeggiare i 160 anni di fondazione, è stato organizzato un raduno di bambini e ragazzi di tutta Italia che confluiranno a Roma sabato 14 giugno, al mattino, parteciperanno alla messa nella basilica di S. Pietro presieduta dal card. Crescenzio Sepe, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, e quindi incontreranno il Papa (ore 11,30) facendo davanti a lui il rinnovo dell’impegno e del mandato missionario. L’opera dell'”infanzia missionaria” è oggi presente in 110 paesi, che sostengono innumerevoli progetti di intervento pastorale, scolastico, formativo soprattutto nei paesi più poveri e dove da poco è possibile annunciare liberamente il Vangelo. “Per quanto riguarda l’Italia aggiunge Marida Catania tramite il mensile ‘Il Ponte d’Oro’ vengono proposte le iniziative annuali di solidarietà, oltre che il cammino formativo e spirituale dei ‘piccoli missionari’.