IL PAPA E I VIAGGI: UN “PELLEGRINO” IN VISITA AL SUO POPOLO, UN “GRAZIE” AI GIORNALISTI DA UN “MISSIONARIO ITINERANTE”

” “Un “grazie” per aver “permesso al Papa di andare incontro agli uomini e alle donne del nostro tempo nei loro luoghi abituali di vita” e averlo “aiutato nel suo ministero di missionario itinerante”. A pronunciarlo è stato oggi il Papa, che ha ricevuto in udienza i partecipanti al 100° viaggio apostolico, compiuto in Croazia dal 5 al giugno: una rappresentanza “ideale”, come li ha definiti lo stesso Pontefice, di “quanti – ormai lontani sulle strade della vita o già chiamati nella casa di Dio – in quasi 25 anni sono stati testimoni privilegiati di questo singolare esercizio del ministero petrino”. Dopo aver definito il suo centesimo viaggio apostolico un “importante progetto pastorale”, Giovanni Paolo II ha ricordato che “fin dall’elezione a vescovo di Roma, il 16 ottobre 1978,è risuonato nel mio intimo con particolare intensità ed urgenza il comando di Gesù: ‘Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura’. Mi sono sentito quindi in dovere di imitare l’apostolo Pietro che ‘andava a far visita a tutti’, per confermare e consolidare la vitalità della Chiesa nella fedeltà alla Parola e nel servizio della verità; per ‘dire a tutti che Dio li ama, che la Chiesa li ama, che il Papa li ama; e per ricevere da essi l’incoraggiamento e l’esempio della loro bontà, della loro fede’”. “Anche attraverso i viaggi apostolici – ha proseguito il Papa – si è reso manifesto uno specifico esercizio del ministero che è proprio del successore di Pietro, quale ‘principio e fondamento perpetuo e visibile dell’unità della fede e della comunione'”, come recita la “Lumen gentium”. Poi gli accenti personali del Pontefice: “In tutti questi viaggi – ha confessato – mi sono sentito pellegrino in visita a quel particolare santuario che è il suo popolo. In tale santuario ho potuto contemplare il volto di Cristo volta a volta sfigurato sulla croce o splendente di luce nel mattino di Pasqua” (segue).
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