“Aiutaci a testimoniare in ogni circostanza la fecondità dell’amore e il senso autentico della vita; insegnaci a edificare con Te il regno del tuo Figlio, regno di giustizia, di amore e di pace”. Sono gli ultimi versi della “preghiera mariana” con cui Giovanni Paolo II ha inaugurato l’ultimo giorno del suo 100° viaggio apostolico, che si conclude oggi in Croazia (il rientro del Santo Padre a Roma è previsto per le 14.15 all’aeroporto di Ciampino). E la figura di Maria (dopo l’omaggio al “genio della donna” pronunciato dal Pontefice il 6 giugno) è stata al centro dell’omelia della Celebrazione della Parola, presieduta dal Papa al “Forum” di Zadar (Zara). “Come nel giorno della Pentecoste ha esordito il Santo Padre la Vergine ha continuato a restare spiritualmente in mezzo ai fedeli nel corso dei secoli, per invocare la costante effusione dei doni dello Spirito sulla Chiesa alle prese con le sfide emergenti nelle diverse epoche della storia”. E’ questa, per il Papa, la “missione materna” di Maria, che è “madre” non solo perché “ha dato alla luce ed ha nutrito il Figlio di Dio”, ma anche perché è “la Vergine fatta Chiesa”, come amava salutarla Francesco d’Assisi ha ricordato il Pontefice -, che secondo la tradizione è passato da Zara agli inizi del XIII secolo, durante il suo viaggio verso l’Oriente e la Terra Santa. Ed è sempre Maria, ha proseguito Giovanni Paolo II, che “raccogliendo attorno a sé gli Apostoli e i discepoli tentati di dispersione, li consegna al ‘fuoco’ dello Spirito che li lancerà nell’avventura della missione”, diventando poi una “attiva presenza non solo nella comunità degli inizi, ma anche nelle successive vicende della Chiesa”. Ancora oggi, per il Papa, la Madonna “continua a riproporre alla memoria dei credenti gli eventi storici che ne fondano la fede. Testimone delle origini, garante della fedeltà delle generazioni cristiane, Maria Ripete in ogni tempo le parole pronunciate alle nozze di Cana: ‘Fate quello che vi dirà'”. “Le parole e l’esempio di Maria ha sottolineato Giovanni Paolo II – costituiscono una sublime scuola di vita, alla quale si formano gli apostoli. Quelli di ieri e quelli di oggi”, il “modello di quanto ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica”, la voce dei “poveri” e degli “umili di tutti i tempi”. Poi l’appello finale del Pontefice ai fedeli croati: “Imparate da Maria ad essere testimoni credibili ed apostoli generosi, offrendo il vostro contributo alla grande opera della nuova evangelizzazione”