In una società “drammaticamente frammentata e divisa”, e proprio per questo “disperatamente insoddisfatta”, il cristiano “non si rassegna alla stanchezza e all’inerzia”, ma cerca di “superare ogni dispersione e ricucire ogni lacerazione” grazie all’aiuto dello Spirito. Lo ha detto ieri il Papa, nell’omelia pronunciata durante la Messa al “Delta” di Rijeka (Fiume), nel penultimo giorno del suo 100° viaggio apostolico (il terzo in Croazia). Una Chiesa “sempre in stato di Pentecoste”: questo il tema di fondo dell’omelia del Papa, nella solennità della discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, al centro della quale allora come oggi c’è una Chiesa “sempre raccolta nel Cenacolo a pregare” e, al tempo stesso, “sempre per strada ad annunciare”. Poi il riferimento all’attualità: “L’odierna società – ha denunciato il Papa è drammaticamente frammentata e divisa. Proprio per questo è così disperatamente insoddisfatta. Ma il cristiano non si rassegna alla stanchezza e all’inerzia. Siate il popolo della speranza!”. Altro tema ricorrente di quest’ultimo viaggio apostolico, l’unità dei cristiani: “Il desiderio di Cristo ha ricordato, infatti, il Santo Padre è che tutti siano uno in Lui, perché in tutti vi sia la pienezza della sua gioia. Questo desiderio Egli lo esprime anche oggi, per la Chiesa che siamo noi. Per questo Egli ha inviato, insieme con il Padre, lo Spirito Santo. Lo Spirito è instancabilmente all’opera per superare ogni dispersione e ricucire ogni lacerazione”.