IL PAPA IN CROAZIA: IL CRISTIANESIMO “PASSATO, PRESENTE E FUTURO” DELLA NAZIONE, AUSPICIO PER LA CROAZIA “PARTE INTEGRANTE” DELL’EUROPA (2)

” “Sul piano politico, Giovanni Paolo II ha invitato a “consolidare, con il contributo responsabile e generoso di tutti, una stabilità sociale che promuova ulteriormente l’impegno lavorativo, la pubblica assistenza, l’educazione aperta a tutta la gioventù, l’affrancamento da ogni forma di povertà e disuguaglianza, in un clima di cordiale rapporto con i Paesi vicini”. Tutto ciò, ha aggiunto il Papa lanciando un appello alle autorità civili e religiose, per superare “i segni dolorosi di un recente passato”, ancora presenti in Croazia, “curare le ferite causate da una guerra crudele” e “sanare conseguenze di un sistema totalitario che per troppo tempo ha tentato di imporre un’ideologia contraria all’uomo e alla sua dignità”. Ricordando, all’esordio del suo discorso, le “antiche radici cristiane” di una terra “irrorata dal sangue di tanti martiri”, il Papa ha rivolto un abbraccio affettuoso a “tutta la comunità cattolica in Croazia”, ma anche ai “credenti delle altre Chiese e comunità ecclesiali, i fedeli del giudaismo e dell’Islam, lieto che anche in questa circostanza si possa insieme testimoniare il nostro comune impegno per l’edificazione della società nella giustizia e nel reciproco rispetto”. Poi un nuovo accenno ai martiri: da quelli “dei primi tre secoli”, in particolare della Dalmazia, fino a quelli del secolo scorso, “con l’eroica figura del beato cardinale Alojzije Stepinac”. Riferendosi, infine, alla canonizzazione di domenica prossima, il Papa ha detto: “Avrà poi la gioia di elevare agli onori degli altari suor Marija Propetoga Isusa Petkovic, alla quale tra qualche settimana sarà associato il giovane Ivan Merz. Il ricordo di questi intrepidi testimoni della fede – ha concluso il Pontefice –mi fa pensare con gratitudine e commozione alla Chiesa che li ha generati e ai tempi difficili durante i quali essa ha custodito gelosamente la sua fedeltà al Vangelo”.