IL PAPA AI VESCOVI DELL’INDIA: DIALOGO TRA RELIGIONI E ISTITUZIONI POLITICHE PER DIFENDERE E PROMUOVERE I DIRITTI UMANI

” “La “cultura di morte” di cui sono vittime soprattutto “le bambine non nate” e la “globalizzazione che sfida l’etica e le tradizioni” del Paese sono stati, insieme all’importanza del dialogo interreligioso, i temi trattati dal Papa che stamani ha ricevuto in udienza il secondo gruppo dei vescovi di rito latino dell’India, a Roma in questi giorni per la tradizionale “visita ad limina”. “Vi incoraggio a rimanere vigilanti nel vostro impegno di predicare senza timore” l’inviolabile “diritto alla vita di ogni essere umano innocente”, ha detto Giovanni Paolo II, rivolgendosi ai presuli delle province di Bombay, Nagpur, Verapoly, Gandhinagar e dell’arcidiocesi di Goa-Damao. Di fronte al tentativo di imporre “inaccettabili modelli di pianificazione familiare” che “minacciano l’istituzione della famiglia” e “contribuiscono alla diffusione dell’Aids”, la Chiesa dell’India “deve continuare a promuovere la santità della vita coniugale”. Riferendosi quindi alla compresenza nel Paese di tradizioni cristiane latine e orientali, Giovanni Paolo II ha esortato i presuli a rafforzare “i legami con i fratelli vescovi dei riti orientali attraverso un efficace dialogo interrituale”. Rievocando la figura di San Francesco Saverio, evangelizzatore dell’Asia, il Papa ha incoraggiato i vescovi a proclamare “con rispetto, ma con coraggio, il Vangelo”: compito “non facile, specialmente in aree in cui le popolazioni subiscono discriminazione e perfino violenza a causa delle proprie convinzioni religiose o delle appartenenze tribali”. Difficoltà, ha rimarcato il Pontefice, inasprite “dall’attività di alcuni gruppi fondamentalisti Hindu” sotto le cui pressioni “taluni Stati hanno approvato norme che proibiscono il diritto naturale alla libertà religiosa”. Di qui l’auspicio conclusivo che i vescovi indiani “continuino a coinvolgere i capi locali di altre religioni in un dialogo interreligioso” per “una sempre maggiore comprensione e cooperazione”, e mantengano “un dialogo costruttivo” anche con le autorità civili “perché l’India continui a promuovere e proteggere i diritti fondamentali di tutti i cittadini”.