CHIESA E OMOSESSUALITÀ: DI NICOLA, UNA NAZIONE “LAICA E TOLLERANTE” DEVE “PROTEGGERE LA FAMIGLIA”

” “”Una nazione che voglia continuare ad esistere, per quanto laica e tollerante voglia essere verso comportamenti omosessuali, deve comunque proteggere la famiglia, la quale assicura la riproduzione e l’educazione della prole”. Ne è convinta Giulia Paola Di Nicola, condirettrice della rivista “Prospettiva persona”, secondo cui le “Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali” – elaborate dalla Congregazione per la dottrina della fede e diffuse oggi dalla sala stampa vaticana – ribadiscono “il prinicipio di fondo, per cui l’omosessualità non può essere messa sullo stesso piano dell’eterosessualità”, e invitano a “fare tutto il possibile per mantenere ferma la centralità della famiglia che scaturisce dal matrimonio, come la presenta anche la Costituzione italiana. Ne va del futuro stesso di una nazione, se non altro perché un popolo non si estingua”. La sociologa cita l’ “impostazione personalista”, che “pur pensando che l’essere umano non può essere ridotto ai suoi aspetti fisiologici, rende esplicito il legame di ciascuno con il proprio corpo, legame che è condizionante, nel senso che impone dei limiti, segna degli itinerari nella costruzione della propria identità, ma che è anche una risorsa. L’accettazione serena della propria corporeità è apertura al rapporto con l’altro e quindi comunicazione tra differenze. Si comunica veramente se si accetta la propria identità di genere e si accetta di guardare l’altro come un dono”. Si può fare qualcosa per favorire il comportamento eterosessuale? “Il profilo dell’educatore – risponde Di Nicola – è decisivo, come quello di una comunità che sappia presentare ai ragazzi e alle ragazze persona valide capaci di favorire l’assunzione di una soddisfacente identità di genere”.