ECUMENISMO (SAE): MORANDINI, “I SEGNI DEI TEMPI NON SONO MAI NEUTRI”. CON CRISTIANI ED EBREI UNA FAMIGLIA MUSULMANA

” “”Il primo lavoro, che abbiamo cercato di fare durante la 40ª sessione del Sae, è stato leggere i segni dei tempi per cogliervi i segni di Cristo, ponendoci dinanzi alla storia consapevoli che in essa agisce, misteriosamente, lo Spirito del Signore”. Commenta, così, Simone Morandini, dell’Istituto ecumenico San Bernardino di Venezia, l’intensa attività di questi giorni a Chianciano, tirando le somme sull’incontro del Sae, che si concluderà domani. “Leggere i segni dei tempi – continua Morandini – richiede un’opera di comprensione, di ricerca, di fatica e interpella a prendere posizione perché essi non sono mai neutri”. Oggi, avverte Morandini, “questa lettura della complessità della storia contemporanea deve essere fatta ecumenicamente per avere una marcia in più”. Ma quali sono i segni dei tempi emersi maggiormente durante questa sessione del Sae? “Innanzitutto – risponde Morandini – il processo europeo, considerato come un’opportunità storica per i popoli del Vecchio Continente per costruire una nuova forma di convivenza integrata, forte, nel segno dell’incontro, del riconoscimento delle differenze, della pluralità, capace anche di essere attenta agli altri popoli”. In tale contesto, osserva Morandini, “le Chiese sono chiamate a dare un loro contributo di presenza evangelica, di capacità di vivere la laicità e l’identità insieme, di fare ecumenismo in un ambito pubblico. Qui non sono più tanto in gioco le grandi questioni dogmatiche delle Chiese, ma il saper contribuire assieme a questo cammino di convivenza dei popoli europei”. (segue)