ECUMENISMO (SAE): NASO (“CONFRONTI”), “PARLARE DEI SEGNI DEI TEMPI NON È FARE SOCIOLOGIA” (2)

” “Questa sessione del Sae ha dimostrato, secondo Naso, che “l’ecumenismo è in salute migliore di quanto si voglia spesso affermare. La moda di giudicare il cammino ecumenico a seconda dell’ultima enciclica, dell’ultimo documento sinodale, dell’ultima posizione del Consiglio ecumenico delle Chiese, dell’ultima intesa o dell’ultimo dissenso, è una maniera di valutarlo estremamente parziale e contraddittorio. Il movimento ecumenico vive tra gli alti e bassi fisiologici per ogni struttura, ma è significativo e arricchente non solo che esso si confermi come soggetto importante, ma che oggi si proponga con forza come una voce che riesce a dire una parola di testimonianza nel tempo presente”. Significativa, in tal senso, per il direttore di “Confronti”, “l’approvazione, due anni fa, della Charta Oecumenica, che ha coinvolto decine e decine di Chiese, migliaia di gruppi ecclesiali e di parrocchie cattoliche, protestanti e ortodosse. È un movimento dal basso che cresce e si rafforza intorno a degli impegni per la pace, la giustizia, il dialogo, l’ambiente, per l’incontro tra le diverse comunità di fede”. “Il fatto – conclude Naso – che il movimento stia riscoprendo questa sua vocazione missionaria lo riporta alle origini, quando nacque a fine Ottocento per reagire allo scandalo della divisione delle Chiese, nel momento in cui queste si aprivano al resto del mondo. Oggi in una società più globalizzata, il movimento ecumenico si scopre più forte proprio perché sente di dover dire una parola sui grandi temi del nostro tempo”.