” “”Un adeguato sostegno finanziario ad un reale processo riformatore del sistema di istruzione e di formazione, non solo nella direzione di un ammodernamento tecnologico o sulla base di criteri prevalentemente adattivi o funzionalistici, ma puntando sulla pari dignità e sul pluralismo dei soggetti educativi, sulla sussidiarietà, sulla valorizzazione delle risorse partecipative tra stato e società civile”. È quanto chiede, in una nota diffusa oggi, il gruppo di Coordinamento “Scuola-Lavoro” della Cei, in rappresentanza degli enti di formazione professionale di ispirazione cristiana e delle associazioni educative e professionali del mondo della scuola statale e cattolica non statale, dopo aver esaminato il testo del Documento di programmazione economico-finanziaria (Dpef), approvato dal Consiglio dei Ministri. Nella parte che riguarda gli obiettivi e gli investimenti per la qualificazione del sistema di istruzione e di formazione, il gruppo di Coordinamento “prende atto con preoccupazione dell’assenza di un piano pluriennale di investimento a sostegno della effettiva attivazione della Legge di riforma recentemente approvata (l.53/03)”. Nella nota viene anche ribadito che “l’obiettivo di realizzare ‘un moderno sistema scolastico che abbia programmi didattici più ricchi e approfonditi’ non si ottiene semplicemente ‘adeguando il sistema educativo nazionale alle necessità di un’economia sempre più basata sulla conoscenza’, ma affermando il primato del valore educativo”.