STATUTI REGIONALI: LA COMMISSIONE NAZIONALE PARITÀ, NO ALLA “DISCRIMINAZIONE DELLE DONNE” (2)

” “”Le leggi elettorali regionali – ha ricordato Rita Capponi, elencando i criteri suggeriti dalla Commissione nazionale parità – debbono valorizzare la responsabilità dei partiti politici, gruppi e movimenti nella presentazione delle canditature per adempiere al dettato costituzionale circa la determinazione delle politiche nazionali con metodo democratico e la promozione delle pari opportunità”. Nessuno dei due generi deve superare nelle liste il 50% delle candidature ed i nominativi devono essere disposti in maniera alternata con riferimento al sesso: sono questi altri due dei criteri proposti. “Qualora non si rispetti il principio paritario – ha spiegato Capponi – la sanzione, quale che sia la legge elettorale adottata, è l’irricevibilità delle liste, come è stato previsto nella legge elettorale della Valle d’Aosta, riconosciuta legittima dalla Corte Costituzionale”.
” “A loro volta, le Regioni si stanno orientando prevalentemente su quattro ipotesi: il mantenimento dell’attuale sistema con la previsione di preferenza; il mantenimento del sistema in vigore senza un numero definito di candidati (listino); il mantenimento dell’attuale sistema senza il listino con lista parzialmente bloccata (al 50-75%) ed il recupero su base regionale dei seggi mancanti attraverso liste di partito proporzionalmente aperte; liste bloccate al 100% con o senza listino, con conseguente eliminazione del voto di preferenza.