HONDURAS: REPRESSIONE AMBIENTALISTI E POPOLAZIONE, LA DENUNCIA DI PADRE TAMAYO

” “La richiesta di investigare sugli omicidi degli ambientalisti e di porre fine alla repressione in atto sulla popolazione che si batte contro lo sfruttamento delle foreste honduregne: se ne sta facendo portavoce in Italia il sacerdote salvadoregno padre Andres Tamayo, più volte minacciato di morte, in questi giorni nel nostro Paese per denunciare il dramma che sta vivendo la popolazione della regione di Holancho, dove imprese multinazionali sono impegnate nel disboscamento e nello sfruttamento delle risorse minerarie e ambientali, a tutto danno dei poveri. Numerosi sono stati gli episodi di repressione violenta negli ultimi tempi; nei giorni scorsi è stato anche assassinato il giovane Carlos Arturo Reyes, che aveva guidato una marcia promossa dal Movimento ambientalista non violento fondato da padre Tamayo. Si chiede perciò alle organizzazioni della società civile (compresa la Caritas italiana, che sul posto ha dei caschi bianchi e personale incaricato di seguire i progetti di sviluppo) di sottoscrivere ed inviare una petizione al presidente della Repubblica dell’Honduras, alle istituzioni pubbliche e alla commissione per i diritti umani, in concomitanza con una lettera che Caritas Honduras ha in programma di inviare domani. “Lo sviluppo di cui parla il governo e le imprese di legname e minerarie – si legge nella petizione – non corrisponde a verità, è solo una strategia per nascondere la voracità e sviare la verità. Al contrario ha prodotto distruzione ambientale, emigrazione, scarsità d’acqua, povertà…”. Al governo viene chiesto di “difendere i diritti di base del popolo”, indagare sulle morti degli ambientalisti, porre fine allo sfruttamento e creare uno “spazio di dialogo libero e giusto per risolvere il problema a beneficio di tutto il popolo”.
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