” “Sensibilizzare la comunità cristiana e devolvere l’equivalente del risparmio ottenuto dalla riduzione dei consumi di acqua in progetti di sviluppo nel Sud del mondo; sollecitare le istituzioni ad ad una politica “solidale” nei confronti della risorsa acqua: sono le proposte della Caritas italiana, che interviene oggi sulla crisi idrica che ha colpito in questi giorni l’Italia. La Caritas cita i numeri dell’emergenza acqua nel mondo e chiede “una decisiva inversione di tendenza”, invitando a rilanciare una politica “solidale” basata su alcuni principi: l’acqua è un “bene comune” e “gratuito” da non “sottomettere alle regole degli interessi privati”, è “un diritto”, i “costi per la gestione dell’acqua devono essere a carico della collettività, come pratica di democrazia”. La Caritas chiede anche di richiamare “le amministrazioni pubbliche e gli enti locali ad un maggior rigore nell’applicare i piani di ammodernamento e di sviluppo delle reti idriche mediante una coerente programmazione e un utilizzo rapido e corretto dei finanziamenti disponibili”. Invita poi le famiglie a “ridurre i consumi, a ottimizzare l’uso dell’acqua, a non inquinare”. La proposta della Caritas è di devolvere il risparmio economico ottenuto dalla riduzione dei consumi per progetti nel Sud del mondo “legati alla risorsa acqua”. Tra quelli proposti: 10 centri di depurazione e distribuzione a vantaggio di 300.000 persone in Iraq; la ricostruzione della rete idrica in molti villaggi del Salvador, Honduras, Nicaragua e Guatemala; interventi di canalizzazione e irrigazione a sostegno di famiglie rurali in Kosovo, ecc.
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