” “1.917.770 dollari e 70.000 euro di aiuti per le popolazioni di 49 Paesi colpite da calamità naturali o da terrorismo e guerre: 1.905.606 dollari e 25.331 euro destinati allo sviluppo in 48 Paesi; 233 progetti finanziati con 2.354.894 euro nei Paesi africani del Sahel e 223 in America Latina e Caribe per un totale di 1.895.500 dollari: sono queste le cifre della “carità del Papa” nel corso del 2002, come reso noto oggi dal Pontificio Consiglio Cor Unum, che raccoglie e distribuisce le offerte dei fedeli di tutto il mondo. La maggior parte degli aiuti alla Terra Santa e alle vittime del terrorismo e della guerra come informa il Pontificio Consiglio proviene dai fondi raccolti durante la Giornata di preghiera e digiuno indetta dal Papa il 14 dicembre 2001. Aiuti destinati, ad esempio, per un disastro ferroviario in Tanzania, per le popolazioni colpite dai terremoti in Afghanistan, Ecuador, Papua Nuova Guinea, o da uragani e cicloni in Corea del Sud, Cuba, Senegal, Perù, inondazioni in Indonesia e nella Repubblica Ceca, incendi in Egitto e India, carestie in Malawi, Zambia, Zimbabwe, emergenza economica in Argentina. Più lunga la lista dei 17 Paesi colpiti da terrorismo e guerra: dall’Afghanistan a Gerusalemme, dagli Stati Uniti al Vietnam. Gli aiuti allo sviluppo toccano invece i settori sanità, educazione, formazione professionale, agricoltura e alimentazione, bambini, anziani, donne di 48 Paesi del mondo. In più sono 233 i progetti in Africa approvati dalla Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel e 223 dalla Fondazione Popolorum Progressio (che si occupa di America Latina), di cui gran parte dei fondi provengono dai fedeli italiani tramite il Comitato per gli interventi caritativi a favore del terzo mondo (Cei). Inoltre, nella riunione di quest’anno che si è conclusa il 12 luglio a Guadalajara (Messico), la Fondazione Popolorum progressioha deliberato il finanziamento di 259 progetti a favore delle comunità indigene, meticcie e afroamericane contadine povere di 21 Paesi di America Latina e Caribe.