” “”All’identità europea appartiene anche la coscienza delle proprie radici. Per questo motivo deploro profondamente il fatto che i preamboli del progetto di costituzione europea non fanno riferimento al cristianesimo ed evitano, almeno finora, persino un riferimento a Dio”. Lo ha detto il card. Karl Lehmann, vescovo di Mainz e presidente della Conferenza episcopale tedesca, aprendo oggi, nella Basilica di S. Giovanni in Laterano, i lavori del Simposio su “Università e Chiesa in Europa”, promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali europee. Nella prolusione, il porporato ha messo in guardia dal “pericolo che il processo di unificazione europea, passi sopra al suo radicamento biblico cristiano”. Un rischio, questo, denunciato nell’esortazione apostolica, “Ecclesia in Europa”, in cui Giovanni Paolo II ha “posto l’attenzione sui pericoli che potrebbero derivare da un’esecuzione miope di questo progetto”. Tale “miopia”, per il relatore, “può avere conseguenze anche per le università”. Riferendosi, infatti. al “processo di Bologna”, cominciato nel 1999 e finalizzato a realizzare in Europa, entro il 2010, uno “spazio universitario unitario”, Lehmann ha fatto notare che questo “può portare a rispettare le particolarità delle università che si sono venute formando lungo la storia oppure le può trasformare ancora di più nel senso della funzionalizzazione”. Occorre allora impegnarsi perché le università siano anche “luoghi dello spirito e di ricerca della verità”.