INSEGNANTI DI RELIGIONE: CAMPOLEONI, “AL DI LÀ DELLE POLEMICHE” LA LEGGE RISPONDE ALLE “ESIGENZE DEI RAGAZZI E DELLA SCUOLA”

” “”Come prevedibile, l’approvazione della legge sullo stato giuridico degli insegnanti di religione cattolica (Idr) ha subito suscitato le opposizioni di chi punta il dito sulla ‘doppia appartenenza’ di tali docenti, che per insegnare hanno bisogno necessariamente dell’idoneità del proprio vescovo, o anche di chi ipotizza discriminazioni nei confronti di altri precari della scuola, una ‘guerra tra poveri’… C’è poi chi approfitta per rilanciare la polemica sull’insegnamento ‘confessionale’, e chiedere che nella scuola si insegni piuttosto ‘storia delle religioni’ o comunque si curi un approccio ‘laico’ alla cultura religiosa”. Al di là di queste discussioni, ribadisce Alberto Campoleoni, notista Sir per i problemi della scuola, “resta il fatto che l’immissione in ruolo per gli Idr sana una lunga e insopportabile condizione di precarietà, ingiustificata alla luce dello statuto neoconcordatario della materia e del profilo sostanziale assunto dagli Idr nella scuola di questi ultimi decenni. Con la revisione concordataria del 1984, infatti, è stato definito un insegnamento della religione cattolica (Irc) pienamente scolastico, al servizio, come tutte le altre materie del curricolo, delle finalità della scuola di tutti, giustificato culturalmente, proposto a ogni alunno della scuola pubblica, caratterizzato dalle metodologie scolastiche che comprendono la dimensione dell’approfondimento critico, l’apertura al confronto, la ricerca delle fonti”. Dopo aver ricordato che “per questo insegnamento si sono formati e si formano continuamente insegnanti professionisti, al pari dei colleghi delle altre materie”, Campoleoni aggiunge che “l’inserimento in ruolo sancisce questa pari dignità, che non è minimamente messa in discussione dalla questione dell’idoneità ecclesiale, legata al meccanismo concordatario e tesa a garantire l’autenticità dell’Irc e il rispetto dei Patti sottoscritti. Senza dimenticare alcune questioni che ancora devono essere risolte, ora si tratta di dare applicazione alla legge e raccogliere anche la provocazione a rilanciare un Irc sempre più adeguato alle esigenze dei ragazzi e della scuola, in questi anni di veloci e profondi cambiamenti”.