TRATTA ESSERI UMANI: ASS. “ON THE ROAD”, “SALVAGUARDARE E INCENTIVARE L’ART.18 PER L’AIUTO ALLE VITTIME”

” “”L’articolo 18 per l’aiuto alle vittime del traffico di esseri umani è in pericolo, ma è il miglior sistema in Europa e va salvaguardato e incentivato”. L’associazione “On the Road”, impegnata dal 1990 nell’intervento sociale contro la tratta, conferma quanto già affermato nei giorni scorsi, anche in risposta alle critiche mosse dal presidente della Commissione interministeriale per l’attuazione dell’articolo 18 per le vittime della tratta. Questo articolo, contenuto nel Testo Unico sull’immigrazione, prevede uno speciale permesso di soggiorno e programmi di assistenza e integrazione sociale per le vittime che denunciano i loro sfruttatori o per coloro che, pur non essendo in grado di denunciare per giustificati timori di ritorsioni, possono aiutare le forze dell’ordine nelle loro indagini contro la criminalità organizzata. “L’art. 18 – afferma Marco Bufo, coordinatore generale dell’associazione “On the road” – rischia di essere depotenziato e svuotato. Le Questure infatti ancora non lo applicano in maniera piena ed uniforme. Inoltre, attraverso le retate e le espulsioni non viene data alle vittime l’opportunità di accedere all’art. 18 ma anzi, rispedendole nei loro Paesi vengono di nuovo messe nelle mani della criminalità che le riporta sulle nostre strade” oppure “nel chiuso degli appartamenti limitando pesantemente le loro possibilità di affrancamento dal racket”. Riconosciuto al Parlamento il merito “di aver approvato il ddl sulla tratta di persone, nel quale si prevede un incremento dei fondi destinati all’art. 18”, “On the road” denuncia però le difficoltà – anche economiche – incontrate dai 69 progetti che realizzano programmi di assistenza e integrazione sociale.
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