Un appello al Consiglio dei ministri dell’Unione europea perché decida “di non utilizzare i fondi comuni per la ricerca sugli embrioni umani e sulle cellule staminali” viene dalla Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea, che critica le linee guida per finanziare la ricerca in quest’ambito proposte oggi dalla Commissione europea. “Tali ricerche afferma Noel Treanor, segretario generale della Comece fanno emergere problemi morali di fondo, perché implicano la distruzione degli embrioni umani. Per queste ragioni, non sono permesse in numerosi Paesi membri della Ue”. La Comece contesta il fatto che anche gli Stati che vietano questo tipo di ricerca debbano contribuire al fondo comune europeo. “A nostro giudizio continua Treanor il principio di sussidiarietà richiede che le decisioni se contribuire o meno al sostegno finanziario di ricerche che hanno così serie implicazioni morali, debbano essere prese dai singoli Paesi membri. Le decisioni dei Paesi in quest’area delicata sono radicate in esperienze storiche e in orientamenti religiosi e filosofici”. La Comece auspica che la scienza avanzi verso “nuove terapie in grado di curare le malattie oggi incurabili” ma ricorda che “la vita umana ha un intrinseco e assoluto valore ad ogni stadio del suo sviluppo, e che non può essere perciò utilizzato come materiale da spazzatura. Il buon fine non può essere utilizzato per giustificare i mezzi”. “Il rifiuto per ragioni morali e antropologiche dell’utilizzo di embrioni umani e cellule staminali non è un attacco alla ricerca scientifica conclude Treanor -. Significa piuttosto assicurare che la scienza non entri in conflitto con il diritti dell’uomo”.