MORTE GEMELLE SIAMESI: MARCELLETTI (CHIRURGO), “L’INSUCCESSO TOGLIE CORAGGIO, MA NON GIUSTIFICA DAL NON INTERVENIRE”

“La necessità di un intervento non c’era, perché la comunione della teca cranica e di una parte del cervello ha permesso una vita normale. Vedendo quanto è accaduto, viene voglia di dire, in un momento forse di debolezza o di paura professionale, che a volte bisogna lasciare che la natura guidata dalla provvidenza faccia quello che deve fare”. È quanto ha affermato Carlo Marcelletti, cardiochirurgo infantile dell’Ospedale civico di Palermo, in un’intervista rilasciata oggi a InBlu Radio, a commento della morte di Ladan e Laleh Bijani, le due gemelle siamesi iraniane unite alla testa e sottoposte a un intervento chirurgico per la separazione, all’ospedale “Raffles” di Singapore. “L’insuccesso – ha detto Marcelletti – non ci giustifica dal non offrire la possibilità di intervenire, ma ci toglie tanto di quel coraggio che è una componente fondamentale del procedere. In rapporto poi alla componente di carattere più strettamente etico sociale, le polemiche dipendono dal fatto che l’équipe chirurgica si sente in grado di dare una soluzione tecnica al problema. E questo ci fa sentire autorizzati a proporla. Certamente, come del resto credo neanche i colleghi che hanno operato le sorelle iraniane, non la proponiamo mai con grande entusiasmo e con grande incoraggiamento, ma è doveroso dire a genitori e parenti o agli interessati che si ha in mano una soluzione tecnica. Da questa soluzione tecnica poi bisogna tirare fuori quello che viene”. Adesso, conclude il chirurgo, “lo sforzo deve essere quello di rendere nessuna morte inutile. Questo è un mio convincimento: nessun insuccesso è fine a se stesso, anche in questo caso occorre vedere quello che di buono e positivo è stato fatto”.