” “”Il filosofo della ricerca, dell’ascolto, del dialogo”. Un triplice ritratto per Paul Ricoeur, questa mattina al centro di un incontro che ha visto la partecipazione del card. Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, e dei filosofi Georges Cottier, Charles Morerod e Armando Rigobello. Insignito del “Premio Paolo VI”, Paul Ricoeur domani riceverà il riconoscimento dalle mani del Papa, nel corso di un’udienza solenne accordata ai membri dell’Istituto Paolo VI di Brescia. Se Rigobello ha sottolineato il valore della ricerca nel percorso filosofico di Ricoeur: un cammino compiuto “non attraverso la deduzione logica ma con la continuità della riflessione”, Cottier e Morerod si sono soffermati sui punti di contatto tra Ricoeur e Paolo VI. “La somiglianza è tanta, se si pensa al peso accordato da entrambi al dialogo e all’ascolto”, ha detto Cottier. “Molte istituzioni cattoliche – ha aggiunto Morerod – fanno riferimento al pensiero di Ricoeur: segno che in lui c’è una forte componente di ecumenismo. I suoi meriti? Aprire alla Bibbia le porte della filosofia e dare prova di apertura totale”. Ricoeur sollecitato a intervenire, tra l’altro, sui temi del dialogo intergenerazionale, ha affermato: “oggi le nuove generazioni mostrano un’insofferenza crescente per l’ingiustizia e le disuguaglianze. E proprio questa è la virtù più grande che ci presentano: l’indignazione davanti a una società che predica la parità dei diritti ma, contemporaneamente, moltiplica la ricchezza e le disuguaglianze”. Al problema della globalizzazione-totalizzante Ricoeur ha proposto gli “argini” della cultura e del linguaggio, “due strumenti preziosi per entrare in dialogo”.