PARLAMENTO EUROPEO: OGGI SI DISCUTE DI TRAFFICO DI BAMBINI E IMPIEGO DI BAMBINI-SOLDATO

La lotta contro il traffico di bambini e l’impiego di bambini-soldato deve costituire una priorità per l’Ue, che dovrebbe tradursi in una linea specifica di bilancio in modo da accrescere l’efficacia dell’azione nel settore. Questa la principale richiesta della proposta di risoluzione sul traffico di bambini e di bambini-soldato presentata da Marie-Arlette Carlotti a nome della commissione per lo sviluppo e la cooperazione, discussa oggi 3 luglio dal Parlamento europeo.
Per quanto riguarda il traffico di bambini, i deputati chiedono alla Commissione di mettere a punto una politica comune con misure di prevenzione e l’applicazione di pene per i malfattori. Si dovrebbe inoltre procedere a mandati di arresto internazionali contro gli organizzatori e i partecipanti a reti specializzate nel traffico di bambini. Le vittime, dal canto loro, dovrebbero beneficiare di visti di breve durata e di tutta l’assistenza necessaria da parte dell’Ue e degli Stati membri. I deputati chiedono inoltre alla Commissione e al Consiglio di nominare un rappresentante d’alto livello per i diritti dei bambini e propongono ai governi dei Paesi africani di fare lo stesso.
Secondo stime fornite dalla Coalizione internazionale “Stop all’uso dei bambini soldato!” sono oltre 500 mila i bambini reclutati nelle forze armate governative e in gruppi armati in più di 87 Paesi. Di questi almeno 300 mila combattono attivamente in 41 Paesi. Per quanto riguarda lo sfruttamento del lavoro minorile, secondo l’Unicef, nel mondo sono 211 milioni i bambini che lavorano. Le stime più recenti mostrano che i bambini lavoratori vivono soprattutto in Asia e Africa. I baby-lavoratori sono numerosi nei Paesi a medio reddito (5 milioni nell’Est europeo) e non mancano neppure nei Paesi industrializzati: in Italia, l’Istat ne ha censiti circa 145.000.