” “Al contrario, ha affermato il pontefice ricevendo oggi l’esponente della Libia, “è da incoraggiare con ferma determinazione la via del dialogo e della mutua comprensione nel rispetto delle differenze, così che la vera pace possa essere perseguita e l’incontro fra popoli diversi avvenga in un contesto di solidale intesa”. Questo perché, ha spiegato il Papa, il dialogo “basato su solide leggi morali facilita la soluzione dei contenziosi e favorisce il rispetto di ogni vita umana”. Rivolgendosi, poi, alla “piccola e attiva comunità cattolica” libica, il Papa ha sottolineato che “la sincera volontà di onesta collaborazione costituisce la base per una proficua cooperazione fra i credenti e fra tutti gli uomini”, soprattutto tra “i seguaci dell’islam e i cristiani. Di fronte a taluni tentativi di travisamento della religione e a un uso illegittimo delle sacre tradizioni ha ammonito il Pontefice – , occorre con forza ribadire che sono contrarie a Dio e all’uomo quelle pratiche che incitano alla violenza e al disprezzo della vita umana”. Da parte sua la Chiesa, ha assicurato il Papa citando la “Pacem in terris”, “consapevole del ruolo che ricopre la religione nel suscitare e consolidare la cultura dell’incontro, della reciproca comprensione e della fattiva collaborazione, desidera portare avanti la sua missione di pace, esortando tutti a farsi carico l’uno dell’altro per costruire un mondo più giusto, più solidale e più libero”.
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