” “Un avvertimento forte sulle tante difficoltà e sul protrarsi di violazioni dei diritti umani in Iraq e in Afghanistan, nonostante la fine delle ostilità, è stato segnalato oggi da Amnesty international durante la presentazione del Rapporto 2003. “Cinquanta giorni fa cadeva l’ultima bomba sull’Iraq ha detto Marco Bertotto, presidente della sezione italiana di Amnesty -. Ma oggi l’Iraq è ancora nel caos e nel disordine. I diritti umani non sono apparsi magicamente”. Bertotto ha parlato del ritrovamento di fosse comuni con migliaia di vittime della repressione di Saddam Hussein, e durante la guerra, di attacchi indiscriminati contro civili e dell’uso di armi come le bombe a grappolo da parte degli alleati, oltre all’attuale rifiuto, da parte delle “forze occupanti”, di avere sul territorio degli osservatori per i diritti umani. “Le forze incaricate di riportare la libertà sono più impegnate a difendere i pozzi di petrolio e a fare affari ha affermato Bertotto – che a garantire la sicurezza, le leggi e l’ordine tra la popolazione”. Anche il trattamento dei prigionieri di guerra, ha aggiunto, “assomiglia ad una piccola Guantanamo in Iraq”. Mentre in Afghanistan, che “oramai è entrato a far parte dei conflitti dimenticati ha osservato Luca Lo Presti, responsabile per l’Asia della sezione italiana di Amnesty la situazione è ancora difficile: la condizione femminile è un po’ migliorata perché Karzai ha eliminato le leggi scritte che definivano la donna come ‘inesistente’ ma in maggioranza se le donne non portano il burka vengono minacciate, alcune addirittura sfigurate in viso con l’acido. Molte vanno in carcere perché accusate di atti immorali. E le prigioni sono un vero inferno: i detenuti vivono in condizioni totalmente disumane”. In più, ha aggiunto, “per le strade di Kabul girano macchine con i vetri oscurati e senza targa, con personaggi misteriosi all’interno che fanno chissà quali disegni, al riparo da tutte le leggi”. Per questo Amnesty chiede che “le forze internazionali presenti sul territorio facciano il loro dovere per la sicurezza della popolazione”.