” “”La centralità della persona umana e la naturale relazione tra le persone e tra i popoli sono le indicazioni fondamentali della dottrina sociale della Chiesa per la comunità internazionale, la cui regolamentazione deve essere finalizzata a garantire un effettivo bene comune universale dell’umanità, salvaguardando la fisionomia e l’identità proprie di ogni popolo”. È quanto ha affermato questa mattina il presidente del Pontificio Consiglio ‘Giustizia e Pace’, mons. Renato Martino, intervenendo al Convegno internazionale, promosso a Roma dalla Pontificia Università Gregoriana e dall’Istituto internazionale Jacques Maritain sul tema: “Chiesa e ordine internazionale”, in occasione del quarantennale della ‘Pacem in Terris’ (fino al 24 maggio). Riferendosi alla situazione internazionale attuale, mons. Martino ha ribadito che “la libertà e il ripristino del diritto non sono mai stati raggiunti attraverso l’uso della forza e la guerra”. Inoltre, “gli strumenti normativi in alternativa alla forza armata, già esistenti nel diritto internazionale, devono essere ripensati in modo da renderli rispondenti alle effettive esigenze della comunità internazionale rafforzandone anzitutto la portata e la cogenza”. Mons. Martino si è anche soffermato sulla “prospettiva delineata dalla dottrina sociale della Chiesa per un rinnovato ordine internazionale”: “la comunità internazionale non deve più proporsi come semplice momento di aggregazione della vita degli Stati, ma trasformarsi in un’effettiva struttura in cui i conflitti possano essere pacificamente risolti e gli interessi delle singole parti tutelati e ricomposti sulle basi di vera giustizia”. Per questo, ha concluso mons. Martino, “il magistero sociale della Chiesa sollecita con insistenza la costituzione di poteri pubblici sul piano mondiale e che i contrasti tra popoli e nazioni siano superati attraverso una concertazione, cioè l’instaurazione di una fitta rete di rapporti finalizzati al raggiungimento di obiettivi comuni, e una effettiva cooperazione”.