Altra domanda “politica” rivolta al card. Ruini dai giornalisti, durante la conferenza stampa di chiusura della 51ª Assemblea della Cei, quella di una possibile “sottovalutazione” da parte della Chiesa della “novità” costituita dai movimenti a favore della pace, mobilitatisi anche in ambito cattolico per scongiurare la guerra in Iraq. “Ho già parlato degli aspetti positivi e delle ambiguità di questi movimenti”, ha risposto il cardinale rimandando alla prolusione al Consiglio permanente del marzo scorso, ed ha aggiunto: “Adesso, quando le manifestazioni sono cessate ed il capitolo della guerra è stato superato, occorre insistere sull’educazione alla pace, che non si fa attraverso manifestazioni di piazza, ma approfondendo i contenuti sostanziali di quella ‘pedagogia’ della pace” che appartiene alla tradizione cattolica e al magistero della Chiesa, ha sottolineato il presidente della Cei citando la “Pacem in terris”, già oggetto di un ampio capitolo della prolusione di lunedì scorso e di nuovo definita da Ruini “enciclica che guarda al futuro”, il cui messaggio, “soprattutto quando è rivolto ai giovani, deve ispirare il nostro impegno educativo”. A proposito dell’appello, fatto ieri dal Papa, a difendere la cultura della vita e a combattere la piaga dell’aborto, a 25 anni dalla sua legalizzazione, il presidente della Cei, a margine della conferenza stampa, ha commentato: “Il Papa è benissimo informato sulle questioni della famiglia e della vita. Sono contento di aver anch’io espresso in merito lo stesso giudizio formulato dal Papa che ieri ha ricevuto in udienza il Movimento per la vita italiano”.