EUROPA: F.TURNER (CONF. EPISCOPALE INGLESE), “L’UNITÀ NON CHIUDA LE PORTE AI POVERI DEL RESTO DEL MONDO”

” “Quando i dieci nuovi membri entreranno nell’Unione europea nel maggio 2004 “le prospettive politiche di vari Paesi riveleranno atteggiamenti in opposizione alla leadership internazionale degli Usa mentre altri Paesi non permetteranno che la loro appartenenza all’Unione condizioni le loro scelte politiche o economiche, né si lasceranno coinvolgere in un’immagine che definisce l’Ue in termini di rivalità rispetto agli Usa”. E’ quanto scrive Frank Turner, della Segreteria della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, nell’editoriale del servizio europeo, in uscita oggi (old.agensir.it) dal titolo “Diverse idee di unità”.
” “Secondo Turner, “non pochi temono che l’unica unità effettiva dell’Ue allargata consisterà nella chiusura rispetto ai poveri del resto del mondo” e “le dispute” che avvengono intorno alla stesura del futuro Trattato segnalano alcune “fonti di tensione” tra Paesi grandi e piccoli, ovvero, scrive, “ci chiediamo se questa divisione darà vita ad una suddivisione in Paesi di prima e di seconda classe” e tra coloro che ritengono che “una Costituzione rappresenti la garanzia della sovranità nazionale degli Stati membri, e quei Paesi che vedono il futuro Trattato costituzionale europeo come un fattore di perdita della sovranità nazionale”. “Se l’identità dell’Unione – scrive, infatti, Turner – viene considerata in competizione con le aspirazioni nazionali, non ci sarà alcuna Convenzione che sia in grado di cementarla; e poiché è molto poco probabile che l’Ue arrivi a comprendere l’intero territorio europeo, non potrà nemmeno esprimere la nostra identità europea”. Tuttavia, conclude, ” in futuro saranno i Paesi e le regioni, e non la stessa Ue, che costituiranno le unità all’interno delle quali questa identità collettiva verrà sperimentata concretamente”.