” “E’ la parrocchia il “soggetto” principale dell’iniziazione cristiana e dell’evangelizzazione, il “grembo materno” che sa accogliere “con affetto” i giovani, la comunità di misura di “rapporti umani”, “aperta e missionaria verso tutti”. A ribadirlo è stato oggi il card. Camillo Ruini, presidente della Cei. Aprendo, infatti, la 51a Assemblea generale dei vescovi italiani (in svolgimento in Vaticano fino al 23 maggio), Ruini ha auspicato “una reale sinergia”, a livello diocesano, “tra tutte le forze vive della nostra pastorale” in primo luogo quelle presenti nella parrocchia, tema centrale dell’Assemblea straordinaria in programma a novembre a Collevalenza – anche per “una efficace presenza evangelizzatrice negli ambienti di lavoro e di vita”, “sempre più indispensabile” nella società attuale. “Secolarizzzione”, “scristianizzazione”, “agnosticismo diffuso”, “alleggerimento” dei legami “più sacri” dell’uomo: questi, secondo il presidente della Cei, alcuni mali tipici della nostra epoca che la comunità cristiana deve affrontare oggi, innanzitutto sviluppando una “tematica di vitale importanza” come quella dell’iniziazione cristiana, al centro dell’assise dei vescovi. Una “catechesi per la vita cristiana”: questa, in sintesi, la proposta della Chiesa italiana per risolvere il problema della “trasmissione della fede alle nuove generazioni”, che incontra “crescenti difficoltà” e ha bisogno di “un grande sforzo di rinnovamento”. “Inserire la dinamica del primo annuncio della fede all’interno di ogni itinerario di iniziazione e di formazione”, significa, per i vescovi, “cominciare l’educazione cristiana dei bambini assai prima” della prima comunione, promuovere ad ogni livello la “pastorale familiare” incominciando dalla preparazione al battesimo dei bambini, ma anche rivolgersi agli “adulti che vivono ai margini della comunità cristiana” e agli stessi fedeli occasionali o assidui che “hanno bisogno di radicare e motivare la propria scelta di fede”. Per “provocare” i giovani, ha aggiunto Ruini, si possono anche utilizzare “occasioni” come l’ora di religione, ma soprattutto ha “grande importanza” l’incontro con il sacerdote, in primo luogo il parroco, chiamato ad una “formazione veramente missionaria”.