GERMANIA: ASSOCIAZIONE RENOVABIS (CONF. EPISCOPALE) “NON COSTRUIRE UNA FORTEZZA-EUROPA”

” “Un’idea che vada al di là del benessere, questo deve rappresentare l’Europa secondo il parere degli intervenuti all’apertura, il 15 maggio, a Colonia, della manifestazione “Partenza per un’Europa nuova” organizzata per la Pentecoste dall’associazione Renovabis della Conferenza episcopale tedesca, che fin dalla sua istituzione, 10 anni fa, si occupa di azioni pastorali e sociali nell’Europa dell’Est, con il compito “di portare attenzione all’uomo in tutte le sue dimensioni – diversamente ai sistemi comunisti – occupandosi della tutela della sua dignità”.
” “Per il card. Audrys Backis, arcivescovo di Vilnius, la Lituania non entra in una nuova Europa, ma vi torna; “non veniamo come ospiti”, ha detto “ma come emigrati e membri della famiglia. L’Europa è la nostra madre”, ed ha ricordato i 750 anni di storia cristiana del suo Paese e l’alta percentuale di cattolici, l’80%, tra la popolazione. “Nessuna terra è un’isola”, ha ricordato “tutti insieme dobbiamo costruire quest’Europa, dove portiamo la nostra speranza, la fede e le esperienze delle nostre battaglie per la libertà.”. La speranza, a suo parere, si appunta soprattutto sui giovani “importantissimi per l’idea europea e per il suo futuro”. La responsabilità delle chiese nei confronti degli stati dell’Est europeo di prossima entrata nell’Unione è stata invece messa in rilievo dal card. Meisner, secondo il quale “non si deve mai restringere il concetto di Europa a un concetto che la identifichi con l’Ue”. L’integrazione di Est e Ovest non deve mai essere considerata solo dal punto di vista economico, ma deve “comprendere anche la dimensione spirituale e religiosa”, ed è “proprio in questo che è centrale il ruolo di Renovabis in quanto, se all’inizio “si è dovuto investire in infrastrutture” adesso è il momento di “promuovere il lavoro sociale, dei media e dell’istruzione”. Attenzione, infine, per padre Dietger Demuth, direttore di Renovabis, a che “il processo di integrazione europea non costruisca nuovi, stabili, confini. Non deve essere costruita una specie di ‘fortezza Europa’, al di fuori della quale vivono soltanto i perdenti nell’ulteriore sviluppo del nostro continente”.
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