” “”I nostri occhi hanno visto quel territorio sassoso e arido, le nostre orecchie hanno sentito i lamenti e le preghiere per invocare la pioggia. Abbiamo davvero visto tante persone povere e indifese: gente che lotta ogni giorno per non morire di fame”: è la testimonianza dei coniugi savonesi Ester e Livio Chiovelli, che tra alcune settimane si recheranno per la seconda volta in Eritrea, con altri volontari, per portare aiuto alle popolazioni stremate dalla siccità e dalla carestia. La testimonianza è stata presentata al Centro missionario diocesano di Savona, che si è attivato, nelle scorse settimane, per raccogliere fondi e viveri a favore della popolazione eritrea. La diocesi si prepara a ricevere mons. Thomas Osman, della diocesi eritrea di Barentu, a cui verranno consegnate offerte e aiuti. Il paese è dilaniato dalla guerra con l’Etiopia che dura da trent’anni e oltre tutto è colpito dalla siccità. “Si tratta spiegano i coniugi Chiovelli – di trenta sanguinosi anni di continua guerriglia svoltasi lontana dallo sguardo indifferente del mondo occidentale, senza l’interesse dei potenti, che da un terra come quella dell’Eritrea non possono trarre nessuna risorsa”. I due volontari missionari aggiungono: “Quanti volti scheletriti abbiamo visto laggiù. Anche il bestiame da soma e gli animali del luogo non hanno la forza di camminare. Figuratevi i bambini, quanti piccoli sono costretti a morire. Ormai sono venti mesi che dal cielo non cade una goccia d’acqua. Quella gente è ignorata da tutti”. Il cibo raccolto verrà destinato ai poveri di Asmara, seguiti da un missionario e dalle religiose ‘Sorelle dei poveri’. Nella giornata di domani sabato 10 maggio i religiosi Cappuccini di Milano provvederanno a predisporre il container con gli aiuti da inviare in Eritrea.
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