” “Alla vigilia del seminario “Verso la Costituzione Europea”, in programma domani a Roma e promosso dalla Fisc, la Federazione che riunisce gli oltre 140 settimanali cattolici italiani, sembrano essere tre “i nodi europei da sciogliere” dopo l’ampliamento dell’Ue a venticinque membri: “la futura Costituzione, l’adeguamento delle Istituzioni comunitarie e il superamento del deficit democratico”. A scriverlo, in occasione della Festa dell’Europa del 9 maggio, è Gianni Borsa, direttore del settimanale cattolico “Il Resegone” di Lecco. Secondo Borsa, esperto in politica comunitaria, “dovrà essere la futura Costituzione a ridefinire i valori di fondo comuni alle cui radici sta inscritto anche il contributo storico-culturale del cristianesimo che il Papa e i Vescovi chiedono di riconoscere in modo esplicito”. Ai grandi valori di fondo occorrerà poi “far corrispondere un adeguamento delle istituzioni comunitarie, con decise riforme che prevedano più agevoli meccanismi decisionali e ulteriori cessioni di poteri statali verso Bruxelles, così come a suo tempo era stato fatto per le politiche monetarie”, senza tuttavia prescindere dal principio di sussidiarietà, uno dei capisaldi dell’Ue. Il terzo passo da fare, infine, riguarda il superamento del cosiddetto “deficit democratico” dell’Ue, che, secondo il direttore, “richiede una maggior vicinanza delle istituzioni ai cittadini, trasparenza, rinnovata capacità di affrontare i problemi concreti delle famiglie, dei lavoratori, delle categorie meno protette. L’Ue avrà bisogno di ritrovare unità e autorevolezza verso l’esterno, parlando con una “voce unica”, dimostrandosi interlocutore credibile di scala mondiale e avviando – come indica Prodi – una “politica di vicinato” con un’ampia serie di Paesi amici (dal Mediterraneo alla Russia), con i quali condividere obiettivi e interessi concreti, in chiave di stabilità e di crescita dell’Europa”.
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