CATECHESI IN EUROPA: NO A PRETI “AI MARGINI”, SÌ A SACERDOTI “CONVINCENTI” ED “ESPERTI” ANCHE IN POLITICA

” “”Il prete non svolge un buon servizio se – pur essendo molto generoso, molto devoto e genuinamente dedicato alla Chiesa – rimane al margine della vita sociale e culturale della società in cui vive”. Ne è convinto mons. Josip Bozanic, arcivescovo di Zagabria e vicepresidente del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa), che nel corso dell’incontro dei vescovi e responsabili nazionali della catechesi in Europa, in svolgimento (fino all’8 maggio) a Roma sul tema “I presbiteri e la catechesi in Europa”, ha sottolineato come il prete oggi “deve essere anche un uomo del proprio tempo, pienamente inserito nella storia e nella sua comunità, aperto ai problemi reali del momento e con una vera sensibilità culturale, sociale e politica”. I sacerdoti, oggi, devono essere quindi persone “convincenti e significative, a livello umano e credente”, e mostrare di possedere “qualità” come “l’equilibrio affettivo, il senso critico, l’unità interiore, la capacità di rapporti e di dialogo, lo spirito costruttivo e la disponibilità al lavoro di gruppo”. Quella del prete, per Bozanic, è insomma una vera e propria “arte” a servizio della Chiesa e della sua comunità, dove deve saper “promuovere rapporti profondi, favorire il protagonismo della parrocchia, permettere ad ognuno di sentirsi valorizzato”. Di qui la necessità, ha concluso il relatore, di “superare due rischi contrapposti” che minacciano la figura del sacerdote: “quello, ancora molto frequente, della conduzione autoritaria, da una parte, e quello, forse oggi ancora più attuale, dell’eccessiva permissività e dello spontaneismo, dall’altra”. All’incontro promosso dal Ccee partecipano circa 80 delegati, in rappresentanza di quasi 30 paesi europei.
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