TERREMOTO IN TURCHIA: IL “PENSIERO” E LA “PREGHIERA” DEL PAPA

“Pensiero e preghiera” per il popolo turco “toccato dal dramma” del terremoto che “ha colpito tragicamente la zona di Bingol”. Così Giovanni Paolo II ha espresso la propria vicinanza alle “vittime e alle famiglie che hanno perso i propri cari” in questo tragico evento, che ieri ha colpito la Turchia sud-orientale. Nel telegramma di cordoglio inviato, tramite il card. Angelo Sodano, segretario di Stato, alle autorità civili e religiose del Paese, il Papa “affida alla misericordia di Dio tutti coloro che hanno trovato la morte in questa catastrofe. Chiede a Dio di sostenere i feriti e le famiglie che hanno perso i loro cari e i propri beni”. Secondo gli ultimi dati certi delle autorità turche il terremoto ha provocato la morte a 105 persone, anche se già si parla di almeno 150 morti. A Celtiksuyua, villaggio a 12 km da Bingol, sono stati estratti vivi circa 80 bambini dalle macerie del dormitorio della loro scuola, crollato in seguito al sisma. L’edificio a quattro piani ne ospitava circa 200. Finora sono state recuperate le salme di 42 bambini morti. Nel telegramma il Santo Padre “incoraggia i soccorritori, che, a volte mettono in pericolo la propria vita, nel cercare e aiutare i superstiti”. Il Pontefice, infine, “affida alla benevolenza divina tutta la popolazione turca in questo momento di prova”.