GUERRA IN IRAQ: B.L.JUSTO (PISAI): “SADDAM SI APPELLA ALLA JIHAD, MA LA JIHAD NON È LA ‘GUERRA SANTA'”

“L’appello che Saddam ha rivolto ai musulmani è di prendere la difesa dei loro fratelli nella fede al pari dell’esercito che combatte per il popolo iracheno”. Padre Balda Lacunza Justo, preside del Pontificio Istituto di studi arabi e d’Islamistica (Pisai), apre con questa premessa l’intervista che verrà pubblicata sul prossimo Sir a riguardo dell’invito rivolto da Saddam, dopo l’attacco Kamikaze del 29 marzo, a combattere la Jihad contro le forze anglo-americane. “Saddam – spiega padre Justo – non cita il Corano, ma la Jihad. Egli vede nei bombardamenti in corso un’aggressione contro il popolo iracheno, contro i musulmani. A partire da questo interpreta la Jihad come un elemento necessario per combattere il nemico. Non è la prima volta che Saddam si appella alla Jihad. Lo aveva già fatto nella prima guerra del Golfo, parlando della ‘madre di tutte le battaglie'”. Ma cosa significa il termine Jihad? “Questo termine – risponde padre Balda Lacunza – ha una particolare valenza sia nel testo coranico sia nella tradizione. E tale valenza va inserita in un contesto di difesa, mantenimento e diffusione della fede musulmana. Non possiamo tradurre Jihad con ‘Guerra Santa’, perché questo non è il suo concetto fondamentale”. In merito agli attacchi Kamikaze il preside dell’Istituto ribadisce che nel “Corano non si parla di Kamikaze e viene vietato assolutamente il suicidio. A nessuno è chiesto di togliersi la vita, perché è un dono di Dio”.