GUERRA IRAQ: CARITAS, GLI INTERVENTI DI EMERGENZA; ACQUA, SCUOLA, SANITÀ E AIUTI ALIMENTARI

” “Potabilizzazione dell’acqua, assistenza sanitaria, aiuti alimentari e lezioni scolastiche ai rifugiati: sono alcuni degli interventi d’emergenza attuati in questi giorni dalla rete Caritas che sta operando nei centri di Baghdad, Mosul, Bassora e Kirkuk. A Karakosh (45 km a est di Mosul) nei locali della chiesa e nell’adiacente centro culturale sono ospitate 700 famiglie (4.000 persone) di cui 300 cristiane. A loro un’équipe di Caritas Iraq formata da 32 operatori, tra medici e volontari, fornisce assistenza medica e generi di prima necessità. Nella zona di Diana (governatorato di Erbil) ci sono 270 famiglie sistemate in 11 scuole. Altre 1.645 famiglie (15.000 persone) soffrono per carenza di acqua potabile, latte e assistenza sanitaria. Nella città di Soran (vicino Diana), il campo Delizyan, allestito dalle Nazioni Unite, sta per essere ultimato ed è destinato ad accogliere 7.000 sfollati provenienti dal centro dell’Iraq. In Siria un team di operatori Caritas si è recato nel villaggio di Tartan, vicino la città di Kamshli, dove 46 rifugiati iracheni sono stati ospitati nella chiesa siro-ortodossa. La maggior parte di loro erano arrivati appena prima della guerra. A queste famiglie Caritas Siria fornisce materassi, coperte e medicine. Oggi è stata aperta la scuola provvisoria per garantire le lezioni ai ragazzi che non possono essere regolarmente ammessi nelle scuole. Sono arrivati 21 ragazzi tra i 4 e i 12 anni di età per seguire le lezioni. Il confine tra Iran e Iraq continua ad essere ufficialmente chiuso. 22.000 curdi iracheni sono ammassati al confine, nella zona di Penjwin, ma finora non hanno tentato di attraversarlo. Queste persone sono accolte da parenti o sistemate in edifici pubblici. Circa 1.000 sono invece nelle tende. Intanto mons. Vittorio Nozza, direttore della Caritas italiana, ribadisce la “preoccupazione per la ratifica dell’accordo internazionale che il nostro Paese ha sottoscritto a Farnborough nel luglio 2000” riguardo al commercio di armi: “Le modifiche così apportate alla legge 185/90 si tradurranno inevitabilmente in un minor controllo e, di conseguenza, nella potenziale crescita della conflittualità a livello internazionale”.
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