” “”Dire che con i cortei non si ferma la guerra significa irridere a scelte che non sono dettate da semplici emozioni e sentimenti. C’è qualcosa di profondo nell’animo di queste persone che il mondo politico ha il dovere di non sottovalutare ma di ascoltare e tenerne conto”. Così il senatore a vita Oscar Luigi Scalfaro, intervenuto nei giorni scorsi alla fiaccolata al Colosseo, commenta in un’intervista che uscirà domani sul Sir le manifestazioni dei cattolici per la pace. “I cattolici, soprattutto i giovani” prosegue l’ex capo di Stato, devono “offrire anche in questi luoghi e momenti una testimonianza coerente con il lievito evangelico. Occorre crescere in questa convinzione vivendo il dialogo con il pensiero laico come momento propizio di annuncio del Vangelo… Occorre scegliere – ammonisce – tra l’assenza per il timore di ‘sporgersi’ o di essere strumentalizzati e la presenza per il coraggio di affermare che la pace è un diritto naturale di ogni uomo e di ogni donna”. Per Scalfaro “la fede viene messa alla prova anche in queste occasioni” e “se il laico cristiano non assume responsabilmente questo compito” di testimonianza, la missionarietà “viene quantomeno impoverita”. “Credo ribadisce – che oggi occorra ridare le ali all’impegno politico, al servizio alla città”, allo “stare con amore dentro la storia”. E se “è’ indubbio che il fondamento del pensare e dell’agire del cristiano sia la preghiera come ricorda il Papa”, non “bisogna però dimenticare che lo stesso Papa è un formidabile promotore e difensore dei diritti umani, della dignità della persona, dell’amore alla città”. Di qui, riferendosi ai “tanti giovani che sentono il desiderio di esprimere nelle piazza il loro rifiuto alla guerra”, l’invito agli educatori “a non dimettersi dall’impegno di un’educazione” autentica che “non deve e non può escludere la specifica formazione all’essere cittadino”. Non solo famiglia, scuola, media: “questo diritto dovere è certo della Chiesa che deve riprendere con forza questo suo compito essenziale”