” “Un flusso di 250.000 profughi iracheni si dirigeranno nei prossimi giorni verso Giordania, Siria, Kuwait, Turchia e Iran: è la previsione della Federazione internazionale delle società Croce Rossa e Mezzaluna rossa resa nota oggi dalla Caritas italiana, mentre l’Unhcr sta allestendo 2 campi a Ruweished (in Giordania, a circa 80 km dal confine iracheno) destinati ad ospitare 25.000 rifugiati ciascuno. Intanto nel nord Iraq la rete Caritas sta predisponendo, insieme alla Chiesa locale, un piano di emergenza per l’accoglienza di eventuali profughi. L’Ufficio delle Nazioni Unite del Coordinatore Umanitario per l’Iraq ha stimato che ci sono attualmente tra 300.000 e 450.000 i nuovi rifugiati interni nella regione. Circa 5.000 provengono dall’Iraq centrale, tutti gli altri dall’Iraq del nord. Il 90% di queste persone sono state accolte da parenti. Circa 10.000 provenienti dalla zona di Erbil vivono nelle tende e nelle macchine. Per il momento non viene loro permesso di accedere ai campi. La rete Caritas, coordinata dalla Caritas Iraq ad Amman (Giordania), manderà un team di emergenza in Iraq appena verranno aperte le frontiere. L’Ufficio di collegamento della Caritas ha predisposto l’invio di 20 containers contenente medicine e tavolette per la purificazione dell’acqua richieste dalla Caritas a Bassora. E’ in programma nei prossimi giorni anche l’invio a Baghdad di altri 80 containers di tavolette, l’unico modo per scongiurare infezioni e malattie gravi a causa della mancanza di acqua potabile. Caritas Baghdad riferisce inoltre che 300 famiglie cristiane hanno lasciato la capitale e sono dirette a Karakosh, a circa 50 km a est di Mosul. I due centri Caritas di Karakosh stanno distribuendo ai rifugiati aiuti di prima necessità. Lo staff Caritas a Baghdad ha continuato “regolarmente” il suo lavoro dopo il bombardamento della città, distribuendo kit di pronto soccorso nelle aree colpite. Le chiese di Badghad rimarranno aperte per permettere a cristiani e musulmani di rifugiarvisi.