USURA: “IDENTIKIT DELLA PERSONA INDEBITATA”

” “Età media 55 anni, lavoratore dipendente, sposato: è una sorta di identikit delle persone indebitate – e quindi a rischio usura – che si sono rivolte alla Fondazione antiusura San Nicola e Santi Medici di Bari, riunitasi nei giorni scorsi per l’annuale assemblea dei soci. Dai dati illustrati durante l’incontro risulta che l’età media delle 270 persone ascoltate nel corso del 2002 è di 55 anni, il 70% sono uomini, l’80% coniugati, il 60% è in possesso di licenza media. La condizione professionale è solitamente quella di lavoratore dipendente, artigiano, commerciante, pensionato o libero professionista. Le cause del sovraindebitamento sono: “spese familiari per consumi non strettamente necessari o per canoni di locazione arretrati e bollette; debiti di gioco; spese mediche; riduzione del reddito per licenziamento del capofamiglia o del familiare convivente, aumento del costo della vita; investimento per avvio attività economica; separazione tra i coniugi; ricorso alla droga”. I soggetti creditori, “banche, finanziarie, fornitori e terzi”. Oltre a fornire aiuti concreti la fondazione ha promosso lo scorso anno manifestazioni culturali per educare all’uso responsabile del denaro e stipulato convenzioni con diverse banche per sostenere iniziative di prevenzione. Durante l’anno sono state inoltre sviluppate sinergie con la Conferenza episcopale italiana, il Commissario governativo antiracket, il mondo del volontariato e gli enti locali. A questo proposito mons. Alberto D’Urso, presidente della fondazione, lamenta però “il silenzio della Regione Puglia, nonostante avesse espresso la volontà di coinvolgimento nella lotta all’usura e al racket attraverso la costituzione di un Fondo regionale di solidarietà integrativo e complementare a quello dello Stato”.