GUERRA IRAQ: SUOR ROSEMARY LINCH, “NEGLI USA TANTA GENTE CONTRARIA”; GRUPPI DI PREGHIERA NEL DESERTO DEL NEVADA

” “”Per la prima volta negli Stati Uniti vediamo una resistenza alla guerra. Aumenta il numero dei cittadini americani che non è d’accordo e che protesta”. Racconta così le manifestazioni della società civile che negli Stati Uniti stanno dimostrando la loro contrarietà alla guerra all’Iraq, suor Rosemary Linch, religiosa francescana di 84 anni, statunitense che vive in comunità a Las Vegas e da oltre venti anni anima iniziative di nonviolenza attiva contro gli esperimenti nucleari che il governo Usa conduce nel deserto del Nevada. Anche in questo periodo, ha detto ieri durante la concelebrazione che ogni anno ricorda a Roma il martirio del vescovo salvadoregno Oscar Romero, “nel Nevada, vicino alla base militare dove vengono compiuti gli esperimenti nucleari, c’è un gruppo di persone che continua a pregare e digiunare per chiedere la pace”. Nell’omelia mons. Tommaso Valentinetti, vescovo di Termoli-Larino e presidente di Pax Christi Italia ha denunciato ancora una volta “la follia di risolvere i problemi tra i popoli ricorrendo alla violenza, rifiutando di ascoltare una profezia che non chiede l’impossibile, ma cose semplici come la pace, la giustizia, il dialogo”. La concelebrazione – animata dai colori e dalle danze di un gruppo ecuadoriano – vede riuniti ogni anno nella basilica dei SS.Apostoli, per iniziativa di numerose organizzazioni (tra cui Cipax, Pax Christi, Sal, ecc.), le varie realtà della capitale che sostengono progetti culturali e di sviluppo nei diversi Paesi dell’America Latina.