” “La “lunga crisi della Rai” (che “da ultimo ha comunque trovato soluzione”) ed il dibattito sul testo unificato riguardante il riassetto del sistema televisivo pongono di nuovo al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica “l’incidenza che queste forme di comunicazione hanno su tutta la vita sociale”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi il Consiglio permanente dei vescovi italiani, in svolgimento a Roma fino al 27 marzo. L’auspicio della Chiesa italiana, ha detto in particolare Ruini, è che “anzitutto l’emittente pubblica, ma anche quelle private, si impegnino seriamente a migliorare, sotto il profilo sia etico sia culturale, la qualità delle loro programmazioni e che sia assicurato un quadro normativo in grado di corrispondere alle esigenze del bene comune”. Citando, poi, le parole pronunciate dal Papa nel recente Convegno “Parabole mediatiche”, organizzato dalla Cei, Ruini ha ricordato che “l’assenza di controllo e di vigilanza non è garanzia di libertà, come molti vogliono far credere, e finisce piuttosto per favorire un uso indiscriminato di strumenti potentissimi che, se usati male, producono effetti devastanti nelle coscienze delle persone e nella vita sociale”. “Regole chiare e giuste a garanzia del pluralismo, libertà, partecipazione e rispetto degli utenti”: questi, ha proseguito il presidente della Cei, i requisiti essenziali “in un sistema di comunicazioni sempre più complesso e ad estensione planetaria”. Per conservare, inoltre, “la loro finalità primaria di servizio alle persone e alla società”, i media ha concluso Ruini – devono riservare “una particolare attenzione alle fasce più indifese, affinché vengono realmente rispettati i loro diritti, in conformità ai molti e autorevoli pronunciamenti in materia di tutela dei minori”.