CARD. RUINI: SCUOLA E LAVORO, DUE LEGGI DA “COMPLETARE” CON LA “TUTELA DEI PIÙ DEBOLI” E LA PARITÀ SCOLASTICA

” “Quelle su lavoro e scuola, recentemente approvate dal Parlamento, sono due leggi-delega “su materie di grande rilievo”, che vanno con “una migliore tutela dei soggetti più deboli” e con l'”effettiva parità a scolastica”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi il Consiglio permanente dei vescovi italiani, in svolgimento a Roma fino al 27 marzo. La legge sul lavoro, ha ricordato Ruini, in materia di “nuove forme di contratti di lavoro, compreso quello a tempo parziale”, recupera “buona parte” delle proposte contenute nel Libro bianco a cui aveva dato un “contributo sostanziale” Marco Biagi. In attesa dei decreti attuativi del governo, l’auspicio dei vescovi è che “il discorso sia ampliato”, proprio sulla scorta del “Libro bianco”, soprattutto ai fini di “promuovere una migliore tutela dei soggetti più deboli e meno rappresentati, entrando anche nel terreno della partecipazione dei lavoratori e della responsabilità sociale delle imprese”. Quanto alla riforma della scuola, secondo Ruini “disegna i tratti fondamentali del nuovo sistema scolastico, salvaguardando però la continuità sostanziale della nostra tradizione formativa e rilanciando in particolare l’idea di una scuola che deve educare e non solo istruire”. “Un più stretto raccordo tra le diverse fasce scolastiche, il leggero anticipo dell’età richiesta per l’iscrizione, il potenziamento dello studio delle altre lingue e la pari dignità riconosciuta alla formazione professionale”. Queste, in sintesi, le “principali innovazioni” della riforma Moratti, che oltre ai decreti attuativi attende ora “i finanziamenti indispensabili, con gradualità ma non con rinvii che finirebbero per paralizzarla”. Per i vescovi, inoltre, “la riforma rimarrebbe sostanzialmente incompiuta se non si andasse su una strada di un’effettiva parità scolastica”; un altro obiettivo irrinunciabile “è quello di garantire l’innalzamento del livello della formazione professionale, la cui competenza resta affidata alle Regioni”.
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