CARD. RUINI: TERRORISMO, UNA “COSPIRAZIONE INSENSATA”, SÌ ALL’IMPEGNO DELLE FORZE DELL’ORDINE, NO A “VIOLENZA E INTIMIDAZIONE”

” “Il terrorismo “ha radici nella tragica stagione delle brigate rosse”, ma oggi in Italia non è che il residuo di “una cospirazione sanguinaria e insensata”, ripudiata da tutto il Paese. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi il Consiglio permanente dei vescovi italiani, in svolgimento a Roma fino al 27 marzo. Partendo dallo scontro a fuoco nel quale, il 2 marzo, hanno perso la vita il sovrintendente della polizia ferroviaria Emanuele Petri e colui che lo ha ucciso, Ruini ha sottolineato che il tragico episodio “ci ha rimessi di fronte alla realtà del terrorismo politico, che ha radici nella tragica stagione delle brigate rosse. Così, sia pure a carissimo prezzo, si è forse trovata la chiave degli assassinii di Massimo D’Antona e di Marco Biagi”. Il presidente della Cei ha poi ricordato che “l’impegno delle forze dell’ordine per portare alla luce e neutralizzare i residui di una cospirazione sanguinaria e insensata” è fortunatamente sostenuto dal consenso di tutto il paese”. “Non possiamo ignorare però – ha aggiunto subito dopo – i gesti di violenza e di intimidazione che sono diventati più frequenti nelle ultime settimane, giungendo fino all’uccisione del giovane Davide Cesare dei Centri sociali di Milano”. Fatti del genere, secondo il presidente della Cei, confermano “quanto sia necessario non alzare eccessivamente i toni del dibattito politico e non smarrire il filo del rispetto reciproco pur nel contrasto delle opinioni”. Il nostro Paese – ha affermato il cardinale citando il tema del primo dei quattro seminari preparatori alla 44a Settimana sociale (Bologna, autunno 2004), che si svolgerà a Roma, il 29 marzo prossimo, sul tema “Dove vanno le istituzioni?” – “ha grande bisogno” di “una riflessione su queste delicate e complesse problematiche, per superare persistenti difficoltà e garantire il sicuro funzionamento della vita democratica in un periodo di intensi cambiamenti, non certo limitati a una singola nazione”.