” “”O i Paesi ed i loro governanti interpretano questa fase come uno sprone necessario a fare di più in politica estera, oppure la conclusione sarà quella di dire che non siamo ancora pronti per un tale livello di integrazione politica”. E’ quanto ha dichiarato in un’intervista, pubblicata sul prossimo numero del Sir, il portavoce della Convenzione sul futuro dell’Europa, il tedesco Nikolaus Meyer-Landrut. Riferendo della crisi irachena e delle difficoltà della politica estera europea segnata da divisioni e lacerazioni, il portavoce ha ricordato che “viviamo un periodo ed una situazione che avranno influenza sul futuro dell’Europa. E’ tuttavia presto per dire di quale natura sarà tale influenza. Come ha ricordato anche il presidente Giscard, non possiamo realisticamente dare il via ad un dibattito pubblico sulla politica estera comune se le posizioni tra gli Europei non si chiariscono”. Nonostante ciò, secondo Meyer-Landrut, il lavoro della Convenzione sembra fare dei passi avanti: “dopo un anno di lavoro, molti sono i progressi anche in settori che solo dodici mesi fa erano oggetto di contenzioso e perplessità. Vi è ad esempio il consenso generale sul fatto che siamo chiamati a presentare una Costituzione, e che essa sostituirà i Trattati esistenti. Passi avanti reali si riscontrano sulla chiarificazione delle competenze, sulla semplificazione delle procedure, sul ruolo dei Parlamenti nazionali, sull’integrazione della Carta dei diritti fondamentali nel corpo del Trattato”. Ancora da affrontare restano, invece, temi come “l’architettura istituzionale e la Politica estera e di sicurezza comune (Pesc)”. Per il futuro, ha concluso il portavoce, “vi è motivo di credere che entro la fine di Aprile l’opinione pubblica per la prima volta avrà una visione d’insieme di quella che potrebbe essere la futura Costituzione europea”.
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