” “”Per la pace non è mai troppo tardi”: è l’appello della Caritas italiana in un comunicato diffuso oggi, mentre la rete internazionale Caritas è costretta a mobilitarsi per fronteggiare i devastanti effetti di una possibile guerra. E’ stato infatti predisposto un piano d’urgenza di 736.000 euro per aiutare le Caritas locali ad operare con efficacia in caso di conflitto armato. In Iraq le iniziative di Caritas italiana lì presente dal ’92 – a sostegno dell’azione della Confrérie de la Charité-Caritas Iraq hanno consentito di fornire aiuto alimentare a 10 mila famiglie e 20 mila bambini, acqua potabile a 300 mila persone e assistenza medica a 6 mila soggetti vulnerabili. A causa della crisi in atto Caritas Iraq ha trasferito le sue strutture operative ad Amman, in Giordania e, grazie al sostegno della rete internazionale Caritas, ha avviato interventi in vista dell’imminente attacco su una popolazione già provata dall’embargo, e dipendente per i due terzi dalle distribuzioni di viveri. In particolare Caritas Iraq ha curato la formazione di 400 medici e volontari, ha attrezzato 87 chiese come rifugi e centri di protezione per i civili, ha acquistato beni di prima necessità, attrezzature sanitarie e per la depurazione delle acque, medicinali salvavita per 40 centri sanitari. Ognuno di questi centri – inserito nel piano di protezione civile della Mezzaluna rossa irachena servirà da punto di collegamento con gli ospedali locali. Si prevede imponente il flusso dei profughi iracheni nei Paesi vicini, perciò la rete Caritas sta sostenendo l’elaborazione di piani d’emergenza in Siria (che già ospita circa 40.000 rifugiati iracheni), Giordania, Iran (dove si prevede un flusso tra 258.000 e 900.000 rifugiati), Turchia.
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