RIFORMA SCUOLA: NOTA SIR

Pubblichiamo il testo integrale della nota Sir sulla legge delega di riforma della scuola, approvata questa mattina dal Senato con 146 voti favorevoli, 101 contrari e 2 astenuti. Il Senato ha dato il via libera alla legge delega di riforma della scuola. Adesso la “palla” passa al Governo, che ha 24 mesi di tempo per emanare i decreti attuativi e dare contenuti e forma alla riforma. Il via libera era atteso, ma non sono mancate le sorprese dell’ultima ora. Infatti l'”ok” del Senato avrebbe dovuto arrivare la settimana scorsa, quando invece il voto finale è slittato ripetutamente in aula per la mancanza del numero legale. Una mancanza “sospetta” o forse fin troppo chiara di quante divergenze tuttora esistano, all’interno della stessa maggioranza, sul disegno Moratti. Un disegno che passa vincolato pesantemente dalle restrizioni di bilancio e che dovrà rendere conto di passo in passo sugli impegni di spesa.
Varata la riforma la scuola cambierà davvero? Staremo a vedere, soprattutto al momento in cui verranno concretamente disegnati i profili dei diversi ordini di scuola, al di là delle anticipazioni già circolanti in questi mesi. Esistono indicazioni e raccomandazioni per la scuola primaria e secondaria di primo grado, mentre si sta ancora riflettendo sui “licei” e appare ancora piuttosto confuso il disegno del “secondo canale”, della formazione professionale.
Il ministero ha comunque intenzione di partire da settembre con la riforma solo in alcune classi prime delle elementari, e forse con una sperimentazione, simile a quella già avviata quest’anno, per le secondarie. A proposito delle prime elementari si pone ora concretamente la questione degli anticipi, con la riapertura delle iscrizioni per permettere l’inserimento dei bimbi di cinque anni e mezzo – per la scuola dell’infanzia invece gli anticipi pongono più di un problema di carattere finanziario e organizzativo e non ovunque si potrà partire con i bimbi di due anni e mezzo. Un aspetto curioso – ma che potrebbe dare qualche grana – nel testo della legge, proprio al punto delle iscrizioni: si prevede nella scuola primaria l’iscrizione in prima di quanti compiono sei anni al 31 di agosto e si precisa poi che “possono iscriversi anche le bambine e i bambini che li compiono entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento”, il termine del 30 aprile è anticipato, per il 2003/2004 al 28 febbraio. L’attenzione del testo è monopolizzata dagli anticipi, ma a leggere bene spunta anche l’ipotesi dei posticipi. Succede infatti che, secondo la lettera, chi compie sei anni in ottobre, ad esempio, potrebbe anche non iscriversi fino all’anno scolastico successivo. E in prima, l’anno dopo, avremmo bambini di sette anni e mezzo (i posticipi), insieme ad altri di due anni in meno. C’è da augurarsi che sia solo un’ipotesi “di scuola”.