DIGIUNO PER LA PACE (FAMIGLIA CRISTIANA): MONS. BETORI, OCCORRE INTENDERNE BENE IL SENSO”

” “”Occorre intendere bene il senso di questo digiuno. Non si digiuna per fare pressione sugli altri, quasi a dimostrare che si è disposti a tutto per far vincere il proprio desiderio … Si digiuna invece per purificarci dai desideri e dai bisogni, anche i più elementari, per fare spazio dentro di noi alla rivelazione del cuore di Dio, di cui è tramite la preghiera, il dialogo con lui”: lo scrive sull’ultimo numero di “Famiglia Cristiana” il Segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, in un editoriale dal titolo “Digiuno e preghiera per una Quaresima di pace. Dalla ‘Pacem in Terris’ un invito attuale ancora oggi”. Riflettendo sul gesto proposto da Giovanni Paolo II, di dedicare la giornata odierna del Mercoledì delle Ceneri, apertura dalla Quaresima, al digiuno per la pace, mons. Betori sottolinea che “sono tanti i focolai di guerra, di violenza, di oppressione – non pochi fratelli cristiani vi sono perseguitati e uccisi – e c’è la continua minaccia del terrorismo, che ha gettato tutto il mondo nell’angoscia”. “Siamo oggi turbati e inquieti di fronte al rischio di un intervento armato in Irak – prosegue il Segretario della Cei – che, ancor prima di stabilire vinti e vincitori, direbbe quanto l’umanità sia lontana dall’aver sostituito le armi della guerra con quelle della pace, del dialogo, della responsabilità delle istituzioni internazionali”. Secondo mons. Betori occorre riprendere in mano la “Pacem in terris” del Beato Giovanni XXIII, “come ci ha detto Giovanni Paolo II nel messaggio per la Giornata mondiale della pace di quest’anno”, perché questo testo “sia usato come mappa per costruire itinerari di pace, orientandoci secondo i quattro punti cardinali da cui dipende l’ordinata convivenza tra gli uomini”. Il digiuno odierno, insieme alla preghiera, – conclude mons. Betori – “ci prepara a capire ciò che Dio vuole per i suoi figli e le strade che suggerisce all’umanità”.
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