“Occorre da parte di tutti una consapevole assunzione di responsabilità e uno sforzo comune per evitare all’umanità un altro drammatico conflitto. Per questo ho voluto che l’odierno Mercoledì delle Ceneri fosse una Giornata di preghiera e di digiuno per implorare la pace nel mondo”. È quanto ha ribadito questa mattina Giovanni Paolo II, durante la consueta udienza generale, spiegando il significato di questo Mercoledì delle Ceneri, voluto come giorno di “preghiera e digiuno per la causa della pace, specialmente nel Medio Oriente”. “Mentre entriamo nel tempo della Quaresima – ha affermato il Papa -, non possiamo non tener conto dell’attuale contesto internazionale, nel quale si agitano minacciose tensioni di guerra”. Perciò “dobbiamo chiedere a Dio anzitutto la conversione del cuore, nel quale si radica ogni forma di male e ogni spinta verso il peccato; dobbiamo pregare e digiunare per la pacifica convivenza fra i popoli e le nazioni”. L’invito del Pontefice è di rivolgere “il nostro cuore per implorare un futuro di giustizia e di pace per tutti. Questo pensiero deve stimolare ciascuno di noi a proseguire in un’incessante preghiera e in un fattivo impegno per costruire un mondo dove l’egoismo ceda il posto alla solidarietà e all’amore”. Secondo il Santo Padre, solo “convertendosi alla logica” evangelica, “si può costruire un ordine sociale improntato non ad un precario equilibrio di interessi in conflitto, ma ad un’equa e solidale ricerca del bene comune”. I cristiani, poi, sono chiamati in modo particolare “a vivere e diffondere uno stile di gratuità in ogni ambito della vita, promuovendo così l’autentico sviluppo morale e civile della società”. Giovanni Paolo II ha concluso il proprio discorso con l’augurio che “questa Giornata di preghiera e di digiuno per la pace possa tradursi in gesti concreti di riconciliazione. Dall’ambito familiare a quello internazionale, ciascuno si senta e si faccia corresponsabile della costruzione della pace”.