” “Quando la voce delle religioni è messa sotto silenzio ed è relegata alla sfera privata, la cultura di una nazione ne esce seriamente impoverita. E’ il monito che il papa ha espresso questa mattina ricevendo in udienza i vescovi della Conferenza episcopale della Scozia, in occasione della loro visita “ad limina”.
” “Giovanni Paolo II ha annoverato la Scozia come paese di antica evangelizzazione cristiana e come tale ha aggiunto – si appresta oggi ad affrontare la sfida di una civiltà moderna che tende “escludere Dio” da se stessa e a “mantenerlo a distanza”. Il Papa ha però esortato i vescovi scozzesi alla speranza invitando la Chiesa a mettere in atto una nuova “evangelizzazione della cultura”. “Nelle società ha detto Giovanni Paolo II – in cui la fede e la religione sono viste come qualcosa che deve essere relegato alla sfera privata e come tale non ha posto nel dibattito pubblico e politico, diventa sempre più importante che il messaggio cristiano sia chiaramente inteso per quello che è”: un messaggio di “verità e amore che rende gli uomini e le donne liberi”. Giovanni Paolo II ha poi lanciato un monito: “la voce della cristianità non può essere messa sotto silenzio senza provocare un serio impoverimento della cultura”. Rimuovere l’Assoluto dal contesto sociale e pubblico di un Paese, significa provocare “una pericolosa frammentazione della realtà” nonché la crisi di una cultura che “non è più in grado di offrire alle generazioni più giovani sorgenti di significato e saggezza che essi stessi ricercano”. Da qui l’invito del Santo Padre ai cristiani affinché “non cessino mai di portare in tutti i campi della vita pubblica e privata” la luce del Vangelo. E’ la luce ha aggiunto che dipana “le oscurità degli interessi personali e della corruzione sociale” e illumina “il patto per una economia giusta ed uno sviluppo per tutti”. L’esortazione del papa si estende poi a tutti gli uomini e donne di altri credi religiosi perché insieme si mettano a “servizio della famiglia umana”.