” “Dicono per quattro volte “no alla guerra preventiva” gli educatori salesiani della federazione Scs (Servizi civili e sociali) del Centro nazionale opere salesiane (Cnos), aderendo all’appello del Papa di dedicare la giornata di domani al digiuno e alla preghiera per la pace. “Diciamo no alla guerra quale soluzione dei conflitti internazionali”, affermano precisando: “Nessun nuovo diritto può emergere dall’uso nudo della forza. Dietro il concetto di ‘guerra preventiva’ c’è il rischio concretissimo di un uso arbitrario della forza, del ritorno ad uno stadio pre-giuridico dei rapporti di forza internazionale”. Ed è un “no alla guerra” anche in “nome delle vittime del conflitto, soprattutto quelle civili”, ricordando che dalla fine della seconda guerra mondiale in 170 guerre, sono state uccise 35 milioni di persone, di cui il 90% civili e che la popolazione irachena “è già prostrata dall’embargo”. “Diciamo no all’instaurazione di un circolo perverso di violenza e vendetta” che si ripercuote soprattutto su bambini, ragazzi e giovani e “no alla guerra in nome di una riconciliazione tra i popoli e le religioni”: “La guerra che si preannuncia andrà ad acutizzare nell’Europa le già troppe tensioni tra la cultura giudaico-cristiana e quella islamica e renderà sempre più difficile la convivenza nei nostri Paesi con gli immigrati di religione islamica”.
” “Per questo gli operatori ed educatori salesiani impegnati ogni giorno nel lavoro con bambini e ragazzi -, chiedono ai governanti di “impegnarsi fattivamente e in modo concreto per cercare tutte le vie possibili per soluzioni non violente; di non favorire e appoggiare in modo diretto o indiretto, palese o nascosto, la preparazione alla guerra e alla violenza preordinata; di impegnarsi per combattere le cause che generano povertà e violenza”.